L'arrivo

Siamo partiti molto presto quel giorno, il 24 di luglio.
Abbiamo lasciato alle otto il piccolo albergo dove la proprietaria ci aveva preparato una colazione più abbondante del solito, ricca di huevos e jamon.
Ci mancavano più di 170 chilometri a Santiago, ma volevamo arrivare, volevamo arrivare per la festa di S.Giacomo, che sarebbe iniziata la notte del 25 luglio.
La strada sale subito ripida per arrivare a O Cebreiro, il punto più alto del Cammino, a 1320 metri di altitudine, ma sicuramente uno dei più affascinanti e ricchi di suggestioni.
Arriviamo presto a O Cebreiro, fa ancora molto freddo e il sole, man mano che ci si porta verso ovest, fa fatica a sorgere. La chiesa di Santa Maria la Real è ancora chiusa, dobbiamo aspettare un paio d'ore affinché apra, ma non ne si può fare a meno: lì è custodito dal XII secolo il calice del Sacro Graal, il cui mistero ne rende necessaria l'osservazione.

Inizia la discesa verso Triacastela; la mia bici ha sei raggi rotti sul posteriore quella mattina, che diventeranno otto di lì a poco. La discesa non ci ripaga della lunga salita precedente, le borse fanno da paracadute e rendono difficile il controllo.

A Melide finalmente troviamo un meccanico che riesce a svitarmi il pacco pignoni e a inserire i raggi che avevo portato con me di scorta. E' pomeriggio ormai tardo, mancano ancora circa 60 km. alla periferia di Santiago de Compostela, ma abbiamo voglia di arrivare. Sono quasi le nove di sera quando raggiungiamo la sommità della collina dalla quale si intravede Santiago; ci manca il Monte Do Gozo, dove è stato allestito il villaggio per le celebrazioni del Giubileo, e poi inizierà la discesa verso la Cattedrale.

Arriviamo in città ormai alle dieci, nel buio, e ci troviamo in una folla immensa tra la quale è difficile trovare spazio per il passaggio delle biciclette. Tutti si dirigono verso la grande piazza della Cattedrale, dove è già iniziata la grande festa della notte di Sam Giacomo. L'emozione di quella piazza piena e dell'euforia della folla allontana la stanchezza accumulata in quella giornata, in quegli ultimi faticosi 170 chilometri. Una breve sosta sulla piazza e poi inizierà la ricerca dell'albergo, che risulterà non facile in quella serata.

La mattina dopo ci dirigiamo subito verso l' Hostal dos Reyes Catolicos il bellissimo Albergo Parador situato proprio a fianco della Cattedrale. Qui viene mantenuta la tradizione che vedeva la Regina voler dare da magiare ai pellegrini che arrivavano a Santiago. Ai primi dieci pellegrini che si presenteranno con la compostela di quel giorno verrà offerto il pranzo. Non pensate però di stare a fianco dei ricchi e eleganti signori nelle sale ristorante: l'accreditamento viene fatto nel sottostante garage, e il pranzo è in self service là dove si serve il personale. La sala riservata è nel sotterraneo con una scritta sulla porta comida dos peregrinos.